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Cari amisci, mentre molti di voi si staranno crogiolando sotto il solleone di agosto io, oltre a restare incatenato al mio PC per fare il PIL, continuo a seguire la sonnolenta politica saronnese. 🙂 Sull’ultimo Qui Saronno (che trovate integralmente qui) ho scritto delle robe nell’editoriale, che trovate qui sotto. In sostanza, a Saronno c’è un sacco di gente che ha voglia di fare cose per la comunità, e persino di farle gratis. Facciamogliele fare, prima che si stufi di proporsi. 🙂

Ciao!

EDITORIALE

la ricchezza di saronno

Si è discusso molto, in questi mesi, del fatto che a Saronno non ci siano più soldi per nessuno. Non è che sia una notizia shock: lo sapevamo tutti benissimo nel momento in cui ci siamo messi a fare campagna elettorale. Anzi, è senz’altro questo uno dei motivi per cui noi di Tu@Saronno abbiamo deciso di dare vita al nostro movimento: entrare a far parte dell’Amministrazione per ridurre gli sprechi e ottimizzare la spesa. Sebbene ripetere in continuazione “non ci sono soldi!” sia un buon modo per mettere in chiaro le cose, è necessario prendere atto che, guardando la questione sotto un altro punto vista, Saronno è tutt’altro che una città impoverita, anzi, è ricchissima, ricca di un patrimonio che non è strettamente legato al denaro ma a qualcosa di infinitamente più prezioso: i saronnesi stessi.

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In questa foto orrenda, il bel cerchio di ieri. Io ho offerto l'Off per tutti. 🙂

Ci sono cose nella vita molto divertenti. Per esempio, ieri sera ho scoperto due cose favolose: la prima è che a Saronno esiste uno skatepark, la seconda è che è stato dato in gestione ai neopensionati. Fico no? Credo che la scelta amministrativa, in questo caso, sia stata la stessa che si fa ai corsi di ballo: chi è senza compagno si becca il primo che capita. Lo skatepark era solo e si è beccato i pensionati. 🙂

Ha raccontato questa storia, in maniera più pittoresca (i giovani parlano con molti “minchia”, “cioè”, “bella”), un ragazzo di cui non ricordo il nome che è venuto ieri sera all’incontro che l’assessore Cecilia Cavaterra ha tenuto con le associazioni giovanili saronnesi presso lo Spazio Anteprima (che è fico, andateci, ma solo se non siete disabili perché in carrozzina non si entra 😦 ). Tra tutti saremmo stati una trentina, così a memoria, di svariate associazioni. Quelli de “Il Tassello”, i volonterosi gestori dello Spazio Anteprima, erano un po’ più degli altri. Non è che ci fosse il pieno di associazioni, ma è stato bello lo stesso (soprattutto per le tre bionde del “Coro Eden” o “Ebe”, scusate, non ho preso appunti, cmq erano carinissime 🙂 ) perché si è parlato in maniera molto libera, con educazione ma anche con qualche parolaccia perché i giovani sono così. E allora, io che faccio del “be young” la mia ragion di vita, mi sono reso conto di quanto sia grande la distanza che c’è tra noi “grandi” e loro giovani. Perché c’è un senso di smarrimento, incertezza, ansito, volontà e cercare di capire, tra i giovani, che io non ricordavo o ho scordato oppure ai miei tempi non c’era.

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