Cari amisci, eccomi qui dopo un po’ di tempo. Brillante come non mai, v’invito a leggere l’articolo che linko qui di seguito, così porto qualcuno dei miei 10 link su QuiSaronno 🙂 :

http://www.quisaronno.it/ex-seminario-uno-spazio-da-ripensare.html

Il tema è molto importante, non tanto per la questione “Università a Saronno”, sul quale si potrebbe discutere a lungo, ma per “quanto costa l’università a Saronno?”, che in tempi di vacche magre è un bel tema, visto che siamo passati da “ghe pensi mì” al “ghe n’è minga”. 🙂

Ma perché una realtà cittadina – Tu@Saronno – che ha tra i propri attivisti professori universitari, laureati, professionisti – gente che lavora col cervello, insomm – si mette per una volta contro la cultura? Andate, leggete, condividete, commentate.

Sciao belli

ag

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Ci sono giorni – troppi giorni – in cui a qualcuno tocca dire: “papà non torna più”. Ci sono giorni in cui intere famiglie vengono spezzate da notizie drammatiche. Sono giorni in cui la tragedia di una morte improvvisa arriva e ti lascia lì impotente. È un destino inaccettabile che colpisce persone che stanno semplicemente compiendo il proprio dovere, a volte per uno stipendio da fame. Persone che forse hanno scelto la propria professione perché non avevano alternative o perché ci credevano. Ma non cambia. Il ritorno a casa – l’ultimo ritorno a casa – lo devono fare comunque all’interno di una cassa di zinco. E non c’è nessuna bandiera italiana ad avvolgerli e nessuna nazione che li piange. Eppure anche loro hanno servito il proprio Paese, anche loro hanno contribuito a tutelare i nostri interessi, lavorando per quell’Italia che sa portare sul territorio e all’estero le proprie capacità. Sono i lavoratori “normali”. Gente che non abbraccia il fucile ma la cazzuola, la sega elettrica, il volante di un camion. E muore sul posto di lavoro. E non c’è nessuno ad ascoltare, nel silenzio di ghiaccio che circonda questa realtà, il loro ultimo grido disperato.

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La vita fa schifo e alla fine pergiunta si muore. Se così non fosse, passerei i miei momenti liberi a fare qualsiasi cosa, comprese bolle di bava sul divano, invece di scrivere su questo “seguitissimo” blog. Invece – ahimé, ahinoi – dopo mesi di silenzio sento il bisogno di scrivere per ben due sere di fila. E non va bene. Quello che mi prude, oggi, è il drammatico argomento del giorno: l’agghiacciante morte della povera Sarah Scazzi. Non voglio dire nulla in merito perché a) non avrei nulla di sensato da aggiungere rispetto a quanto detto e visto attraverso centomila media, b) il tenore di questo blog mi fa tenere, per decenza, alla larga da un dolore così grande, che non sono certo di saper padroneggiare nella maniera adatta. Non voglio dire nulla riguardo a questa terrificante vicenda, nello specifico, ma voglio dire riguardo a tutte le altre che le assomigliano. Quali altre? Tante, troppe, mute: la violenza sulle donne spesso non ha voce e non ha parole. Ha solo schiaffi e lividi e tracce di sperma addosso, intrappolata nel terrore di mura domestiche che diventano la più drammatica e costrittiva delle prigioni.

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Succede a Saronno, in un bar qualsiasi. Ma non è il posto, è il mood di questa cosiddetta civiltà. Il posto è pieno di gente, tanti giovani il mercoledì sera, perché si sa che ci sono sere in cui ci si trova tutti in un posto e via. Davanti a me c’è un gruppo di ragazzi qualsiasi. Anzi, qualunque. Parte qualche “orcodio” (cit.) tanto per inquadrare i personaggi. Tutti figli belli di questo beato paese. Entra un pachistano che vende rose. Uno dei quattro, il più spavaldo e anche il più brutto – sfiga per lui – decide che è giusto pigliarlo un po’ per il culo. Lo manda di qua e di là dicendogli “vai da quello, che ti compra le rose. Eh, no, io non posso, non ho i soldi”. Una scena come tante. Troppe?

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Cliccate per andare al sito di QuiSaronno!

Cari amisci, mentre molti di voi si staranno crogiolando sotto il solleone di agosto io, oltre a restare incatenato al mio PC per fare il PIL, continuo a seguire la sonnolenta politica saronnese. 🙂 Sull’ultimo Qui Saronno (che trovate integralmente qui) ho scritto delle robe nell’editoriale, che trovate qui sotto. In sostanza, a Saronno c’è un sacco di gente che ha voglia di fare cose per la comunità, e persino di farle gratis. Facciamogliele fare, prima che si stufi di proporsi. 🙂

Ciao!

EDITORIALE

la ricchezza di saronno

Si è discusso molto, in questi mesi, del fatto che a Saronno non ci siano più soldi per nessuno. Non è che sia una notizia shock: lo sapevamo tutti benissimo nel momento in cui ci siamo messi a fare campagna elettorale. Anzi, è senz’altro questo uno dei motivi per cui noi di Tu@Saronno abbiamo deciso di dare vita al nostro movimento: entrare a far parte dell’Amministrazione per ridurre gli sprechi e ottimizzare la spesa. Sebbene ripetere in continuazione “non ci sono soldi!” sia un buon modo per mettere in chiaro le cose, è necessario prendere atto che, guardando la questione sotto un altro punto vista, Saronno è tutt’altro che una città impoverita, anzi, è ricchissima, ricca di un patrimonio che non è strettamente legato al denaro ma a qualcosa di infinitamente più prezioso: i saronnesi stessi.

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In questa foto orrenda, il bel cerchio di ieri. Io ho offerto l'Off per tutti. 🙂

Ci sono cose nella vita molto divertenti. Per esempio, ieri sera ho scoperto due cose favolose: la prima è che a Saronno esiste uno skatepark, la seconda è che è stato dato in gestione ai neopensionati. Fico no? Credo che la scelta amministrativa, in questo caso, sia stata la stessa che si fa ai corsi di ballo: chi è senza compagno si becca il primo che capita. Lo skatepark era solo e si è beccato i pensionati. 🙂

Ha raccontato questa storia, in maniera più pittoresca (i giovani parlano con molti “minchia”, “cioè”, “bella”), un ragazzo di cui non ricordo il nome che è venuto ieri sera all’incontro che l’assessore Cecilia Cavaterra ha tenuto con le associazioni giovanili saronnesi presso lo Spazio Anteprima (che è fico, andateci, ma solo se non siete disabili perché in carrozzina non si entra 😦 ). Tra tutti saremmo stati una trentina, così a memoria, di svariate associazioni. Quelli de “Il Tassello”, i volonterosi gestori dello Spazio Anteprima, erano un po’ più degli altri. Non è che ci fosse il pieno di associazioni, ma è stato bello lo stesso (soprattutto per le tre bionde del “Coro Eden” o “Ebe”, scusate, non ho preso appunti, cmq erano carinissime 🙂 ) perché si è parlato in maniera molto libera, con educazione ma anche con qualche parolaccia perché i giovani sono così. E allora, io che faccio del “be young” la mia ragion di vita, mi sono reso conto di quanto sia grande la distanza che c’è tra noi “grandi” e loro giovani. Perché c’è un senso di smarrimento, incertezza, ansito, volontà e cercare di capire, tra i giovani, che io non ricordavo o ho scordato oppure ai miei tempi non c’era.

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Ho avuto – ehm – la fortuna di essere stato, settimana scorsa, testimone oculare di quella che la stampa locale ha definito “rissa tra bande”, avvenuta in centro a Saronno, sotto il portico dell’ex-mulino Canti. Vi racconto com’è andata davvero, un po’ alla mia maniera. Le conclusioni traetele voi. 🙂

Tutto comincia con una ragazza che grida. Mi affaccio alla finestra. Sono a cena da amici, in piazza San Francesco a Saronno. Dal mio privilegiato punto di osservazione si vede una ragazza vestita di bianco che strilla e piange. Non capisco cosa dice. E’ straniera, sembra russa. Da sotto il portico spunta un ragazzo magrebino, cerca di consolarla. Poi un’altro, che si scrolla la mano. Sono agitati, ma non troppo. Non si capisce cosa succede. Guardano tutti sotto il portico. Forse qualcuno è stato male, forse qualcuno si è fatto male.

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Venerdì sera, presso la sala del Bovindo in villa Gianetti, noi di Tu@Saronno abbiamo organizzato un incontro con altre liste civiche della zona. Grande merito della serata va a Eleonora Lotto, che si è prodigata nel contattare tutte le realtà presenti nel circondario e oltre (brava! 🙂 ). Di seguito trovato il comunicato che abbiamo dato alla stampa, scritto da Ilaria Angelone. Di mio posso solo aggiungere che è stata una serata molto positiva, ben al di là delle aspettative. È molto bello vedere quante persone abbiano voglia d’impegnarsi nella politica locale, partendo da basi comuni come partecipazione, informazione, valorizzazione di ambiente e persone. Proprio per condividere tutte queste esperienze, dopo aver lanciato il progetto di “rete delle associazioni”, lanceremo anche quello di “rete delle liste civiche”. Ce la faremo? Lo scopriremo solo vivendo (o più probabilmente morendo, in questo caso 🙂 ). Chi ci aiuta? 🙂

Tu@saronno avvia a Saronno il Forum delle Liste Civiche

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Credo di averne già parlato su questo blog, ma riporto qui di seguito un mio intervento sull’ultimo numero di QuiSaronno, che trovate gratuitamente in edicola in questi giorni. Oggi, sulla Prealpina, trovate un articolo che parla della faccenda con un’intervista al sottoscritto. La cosa mi emoziona un po’, dato che è il mio primo intervento ufficiale sulla stampa locale. Ah, che brivido! 🙂

UNA PROPOSTA CONCRETA
PER LE ASSOCIAZIONI, UNA RETE SUL WEB
Durante il nostro incontro con le associazioni saronnesi, nel corso della campagna elettorale, ci siamo resi conto di un’esigenza molto importante che fino a oggi non ha trovato alcuna risposta da parte dell’amministrazione. Manca, a Saronno, un luogo d’incontro e coordinamento delle varie associazioni, un luogo che possa permettere loro di presentarsi, comunicare le proprie attività e di sviluppare sinergie e collaborazioni tali da consentire un mutuo aiuto durante lo svolgimento delle proprie attività. C’è l’esigenza, insomma, di parlarsi in maniera trasversale, per vedere se è possibile – come i rappresentanti delle associazioni si sono augurati – darsi una mano vicendevolmente nel corso delle proprie iniziative. Per venire incontro a questa esigenza, noi di Tu@Saronno cercheremo di sviluppare un sito web che possa consentire alle associazioni saronnesi di fare rete. Un social network, tipo Facebook, che possa essere uno strumento per presentarsi, fissare appuntamenti, dialogare. Si tratta di una proposta molto concreta della quale parleremo appena possibile con le associazioni saronnesi e che siamo certi di poter realizzare grazie alle nostre competenze, compatibilmente con le risorse che riusciremo ad avere a disposizione. Che ne pensate? Scrivetecelo a info@tuasaronno.it.

Allora, intanto scusate ma mi sono impigrito nel successo elettorale, sigh! 😦
È ben una settimana che non aggiorno il blog. La verità è che dopo 11 mesi di campagna elettorale sono un po’ stanchino pure io e sto tirando il fiato. Mi perdonerete? Spero di sì. 🙂

Parliamo di cose serie, dai. Tra i vantaggi di avere alegalli come informatore delle faccende politiche c’è quello che il sottoscritto è un povero ignorante, e tante cose non le sa. Questo fa sì che faccia domande stupide – pretendendo però risposte intelligenti 😉 – su argomenti che gli addetti al settore padroneggiano bene, ma io no. Insomma, per farla breve, vi racconto cosa succede spiegandolo in una maniera che mi auguro sia facilmente comprensibile. Magari è utile a qualcuno, no? 🙂

L’argomento della puntata di oggi – per arrivare finalmente al dunque! – sono le cariche pubbliche da assegnare una volta insediata la nuova amministrazione. Avete un’idea precisa di quante e quali siano le società/associazioni/cooperative/robe varie in cui il Comune è presente con i propri rappresentanti? Fate una pensata, senza spiare qua sotto, e poi controllate quante ne avete prese. Io qualcuna, ma mica tutte.

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