Pensierino della sera. Come ho scritto nell’ultimo messaggio, leggevo oggi sulla Prealpina la notizia di questo bambino investito da un’auto nella centrale via Monti. Sempre secondo la Prealpina, il conducente, un ragazzo di Uboldo, andava entro i limiti. Il limite, in via Monti come in tutto il centro, è da qualche tempo di 30 km/h. Il bambino, sfuggito per un attimo al controllo della madre, se l’è cavata con qualche gibollo. La cosa, come ho scritto, mi ha fatto molto piacere, se non altro perché il piccolo alegalli, in seconda media, fu centrato sulle strisce pedonali davanti alla Pizzigoni (da un amico di famiglia, peraltro) e le conseguenze le potete leggere oggi in questo blog, oltre che vedere sulla mia testa zeppa di cicatrici. 🙂

Basterebbe questo – aver evitato conseguenze gravi in un incidente – fosse anche solo questo per i prossimi quattro anni a far dire, secondo il mio modesto parere, che l’attuale assetto dei limiti cittadini è tutto sommato una bella pensata: strade principali a 50, strade dei quartieri a 30. Così chi vuole solo attraversare Saronno fa il favore di passare da fuori le zone abitate, e chi vuole andare in centro per fare compere o quello che vuole magari trova pure meno traffico. E magari ci sono meno possibilità di ammazzare i bambini o chi per essi. Basterebbe questo, dicevo. Tuttavia, “intorno” al box che conteneva l’articolo in questione, c’era un altro articolo che riportava le dichiarazioni del consigliere Gilli riguardo alla validità legale dei 30 km/h in città, tratte dal suo blog. E allora mi sono chiesto: forse che al caro amico Gilli piacciano gli incidenti con morti e feriti? 🙂

Ovviamente no, come del resto è chiaramente da escludere che uno qualsiasi degli oppositori di questo provvedimento, che ha anche ricevuto delle critiche sensate, sia anche solo lontanamente favorevole a una roba del genere. Tutti sono a favore della sicurezza. Un po’ come tutti sono contro la fame nel mondo. Però se l’SMS per salvare i negri in Africa lo mandiamo volentieri, meno facilmente siamo disposti a pensare di cambiare il nostro stile di vita per far sì che il sistema economico mondiale e lo sfruttamento delle grandi risorse di materie prime e umane nei paesi sottosviluppati sia gestito dalle potenze mondiali in maniera meno spregiudicata (un libro che ne parla è per esempio “Confessioni di un sicario dell’economia”), perché questo influirebbe, per esempio, sulle nostre possibilità di avare un frigo, un’auto a testa, un condizionatore, di fare le vacanze a Sharm (tutte cose legittime, sia chiaro 🙂 ). Insomma, vogliamo tutti un mondo migliore, ma ci piace continuare a vivere comodi come ci pare. Pensateci senza timore che qualcuno ci giudichi male per questo, e forse sarete d’accordo con me.

Allora la “Disfida dei 30 all’ora”, a questo punto della faccenda, deve farci pensare in maniera slegata dall’appartenenza politica e dagli affaracci nostri. Posto che l’auto la possiamo sempre usare, posto che sulle strade principali possiamo andare come prima, posto che ci costa certo un po’ d’attenzione ma la perdita di tempo è calcolabile in qualche minuto al giorno: a questo punto quali sono i grandi svantaggi di tutta questa storia, per i quali valga ancora la pena inalberarsi su posizioni completamente ostili al provvedimento? Io faccio veramente fatica a vederli. Io vedo invece una città migliore, in tutto questo, più umana e meno minacciosa. Vedo un posto dove gli uomini possono abitare e vivere e muoversi e conoscersi meglio, con meno stress, meno ansia, meno essere sempre dannatamente di corsa. Perché secondo me – scusate la stoccata esistenzialista – viviamo male, genericamente male, e l’ambiente in cui lo facciamo non è un fattore irrilevante in questa cosa. Io capisco le critiche al processo decisionale o alla comunicazione. Non quelle alla sostanza. Che male fa?

Vabbe’, la finisco, che in questo post invece che fare informazione ho fatto un po’ la predica. E già che sono in vena di predica e siamo nella Settimana Santa, cito il Vangelo di Matteo, capitolo 21, versetti 20-23:

20Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. 21Allora il governatore domandò loro: “Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?”. Quelli risposero: “Barabba!”. 22Chiese loro Pilato: “Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?”. Tutti risposero: “Sia crocifisso!”. 23Ed egli disse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora gridavano più forte: “Sia crocifisso!”.

“Ma che male vi ha fatto?”
“Sia crocifisso!”

Vedete un po’ voi com’è andata, poi. 🙂

VaA

ag

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