Al di là della battuta, sulla vicenda dell’immigrato senegalese Talla Fall, sbarcata prepotentemente nella cronaca nazionale grazie al servizio andato in onda nella puntata de “Le Iene” di mercoledì 6 aprile, non c’è niente da ridere. Certo è che la polizia locale e, di riflesso, l’attuale amministrazione escono da questa vicenda con le ossa rotte, messe all’angolo da Luigi Pelazzo e sommerse di botte mediatiche in un impietoso faccia a faccia. A me ha fatto molto male vedere Saronno associata a due pestaggi nello stanzino delle scope, ma non è che la cosa mi abbia sorpreso. Mi ha sorpreso, invece, constatare che in molti si sono meravigliati nel sapere che le forze dell’ordine a volte usano le maniere forti, nelle caserme, negli uffici e per strada (tra i più noti, i casi Aldrovandi, Cucchi e Sandri). Mi conforta, però, sapere che siano in tanti a indignarsi, per questo motivo è un bene che di questa faccenda si parli. Ma prima di parlarne, credo sia il caso di dire tutte una serie di cose che le Iene non hanno voluto o potuto dire nel loro servizio. Si parte da piazza Saragat, il parcheggio vicino all’ospedale di fronte alla Cantoni, da 15 anni affollato da venditori ambulanti senegalesi, abusivi o meno, che s’improvvisano parcheggiatori e cercano di vendere le loro carabattole a chi passa. Una situazione presa di mira dalla Lega Nord, con una serie di comunicati stampa riportati dai media locali che denunciano degrado, intimidazioni e mobbing (mobbing?) da parte degli ambulanti. Posto che ho qualche problema a capire i comunicati leghisti, per farmi un’idea più chiara di quale sia la situazione ho fatto qualche chiacchierata in Rete:

Scrive Francesco:

“Io vivo nei condomini a ridosso di p.le Saragat: sono 15 anni (minimo) che il piazzale è in condizioni pessime. Se si vuol mantenere 12-15 persone in pianta stabile che almeno si mettano servizi pubblici. E magari qualche fontanella. Ripeto: se si vuole tenerli lì così. Non c’entrano gli “attacchi” della Lega, c’entra che la situazione non è mai stata gestita; solo recentemente l’amministrazione ha fatto qualcosa a riguardo e ora sta saltando fuori questo caso. Non ho idea se i vigili abbiano commesso quanto detto nel filmato (reiterato anche in centro, qualcuno avrà visto?), accaduto più volte in comando (nessuno s’è mai accorto di nulla? tutti coprono la cosa? o_O); qualora i vigili avessero realmente fatto quanto detto, che paghino; ma se è un caso “a provocazione” (io il ragazzo del filmato non l’ho mai visto… e nemmeno alcuni vicini che ho sentito) non do colpa ai vigili (ciò non toglie che possano aver esagerato). Lascio il beneficio del dubbio sulla storia: non sono per i processi mediatici né ai vigili né ai ragazzi.”

Scrive Roberto:

“Bisognerebbe frequentare il parcheggio per farsi un quadro completo della situazione. Io ci sono tutti i giorni e più volte al giorno a passeggio con il mio cane e posso dare un giudizio di comportamento basato su un frequentazione assidua. Tra le persone che svolgono attività di vendita abusiva e di parcheggiatore si trova come sempre il buono e il cattivo. Sono diventato amico di Barak, senegalese che mi racconta di quanto gli manca la famiglia, dei figli e della moglie e che mi saluta quando parte per ritornare temporaneamente a casa. Si è commosso quando gli ho augurato buon viaggio e gli ho stetto la mano. E vi dirò di più. Il primo a fare amicizia con lui è stato mio figlio, che ha ahimè forti inclinazioni leghiste. A Barak nessuno farà mai del male perché è educato e mai arrogante. Non ci si accorge del colore della pelle o della sua provenienza. Si fa volere bene perché è una brava persona. Purtroppo non sono tutti come lui. Il parcheggio è frequentato anche da soggetti arroganti e prepotenti che si approfittano delle persone più deboli, anziani e donne. Mi è capitato di assistere ad un “parcheggiatore” che batteva violentemente la mano sul cofano dell’auto che non aveva parcheggiato dove lui indicava, alzando la voce e inviando improperi al conducente. Molti cittadini saronnesi si lamentano. I vigili urbani subiscono forti pressioni e sono tra due fuochi. Se non fanno niente perché non fanno niente, se fanno non sono efficaci, se sono efficaci lo sono stati troppo. Mettiamoci ogni tanto anche nei loro panni.”

Sia come sia, l’Amministrazione decide d’intensificare i controlli nel piazzale, inviando la Polizia Municipale.

Titola “Il Giorno” di domenica 6 marzo

Uno stop ai venditori abusivi

Linea dura del Comune: soddisfazione della Lega Nord

Qualche giorno dopo, entra in gioco Talla Fall.

Da “La Provincia di Varese” di mercoledì 23 marzo:

“Lunedì la Polizia Locale ha denunciato per resistenza a pubblico ufficiale un 40enne senegalese di Turate fermato in piazza Saragat. L’uomo dovrà anche pagare una multa di oltre 5 mila euro per vendita senza licenza.”

Passano sei giorni e la vicenda viene ulteriormente approfondita.

Da “La Prealpina” di martedì 29 marzo (clicca qui per leggere tutto l’articolo):

La denuncia di un vu’ cumprà: «Quei vigili mi hanno picchiato due volte»

Dopo il primo pestaggio l’uomo ricoverato per una notte. Ma la polizia locale smentisce: «Se ne occuperà la magistratura»

Talla Fall (qui chiamato Jalla), da quanto dice la stampa, viene quindi a contatto con i vigili due volte, prima in piazza Saragat e poi in piazza Libertà, finendo in entrambe le circostanze al comando dove, a suo dire (e con un referto medico del pronto soccorso compatibile con i fatti di cui parla), subisce delle percosse. Non che i vigili, sempre a loro dire (e con un referto medico altrettanto compatibile), sostengono di aver avuto uno scontro con Talla, e per questo motivo lo denunciano alla magistratura. Sull’episodio di piazza Saragat non ci sono testimoni. Su quello di piazza Libertà invece sì, e si tratta di testimonianze che, a quanto mi risulta, non sembrano essere del tutto aderenti alle dichiarazioni di Talla (che pare si sia scagliato per primo contro i vigili, contrariamente a quanto ha dichiarato). Peccato che le immagini delle telecamere presenti in piazza siano state cancellate (“FAIL” sulla testa del comandante dei vigili Sala, durante il filmato), altrimenti ci sarebbe stato modo di poter giudicare attraverso di esse almeno questo secondo fatto.

A contorno della vicenda, per quanto ne so, esistono anche dei documenti: due referti del pronto soccorso dell’ospedale (Talla “vince” con sette giorni di prognosi contro i cinque dei vigili, quindi parliamo di gibolli e graffi vari), una denuncia fatta dalla PM nei confronti del senegalese per resistenza e aggressione di pubblico ufficiale, una denuncia fatta da Talla ai Carabinieri verso la PM per le violenze subite. Cose che ho raccolto attraverso stampa e TV. E poi, come ho scritto, ci sono i testimoni oculari. Sul fatto che ci siano state delle colluttazioni, comunque, dubbi non ce ne sono. C’è da capire, invece, il perché e come si siano svolti realmente i fatti.

Ho pensato molto, di fronte a questi fatti, su cosa sarebbe stato opportuno scrivere. E non è per niente facile. Immagino quindi la situazione di estrema difficoltà in cui si sono trovati il sindaco Porro, l’assessore Nigro e il comandante dei vigili Sala con una telecamera puntata in faccia e dei video inediti da commentare in presa diretta. Immagino anche che sia molto complicato, in questi giorni, da un lato tutelare un valore sacro come il diritto di qualsiasi persona di non subire delle violenze gratuite e dall’altro un servizio essenziale per la nostra convivenza civile, come quello di polizia, che non può e non deve essere aprioristicamente associato a una “banda di picchiatori”. Una situazione del genere, in un comune amministrato dal centrosinistra, è uno scacco idelogico difficile da rompere.

Io credo che innanzitutto ci sia ancora qualcosa da chiarire sulla vicenda. Nonostante il servizio televisivo, montato per ottenere l’effetto sensazionalistico più forte possibile, non sembri lasciare spazio ai dubbi, qualche dubbio io ce l’ho. Non tanto sulla realtà dei fatti, quanto sulla loro entità e sul loro svolgimento così come viene riportato nel servizio. Per esempio, perché parlare con il medico di base e non con chi ha soccorso Talla e vigili in ospedale? Ma forse anche Pelazza, che ha scelto come titolo un enigmatico “Picchiato dai vigili?”, ha voluto lasciarsi una porticina aperta per eventuali scoperte future.

Credo poi che questa vicenda debba far riflettere tutti su cosa avvenga al di fuori del mondo protetto dalle nostre regole che, per quando sempre più degradato da una politica nazionale ignobile, garantisce – per ora – la maggior parte di noi come “cittadini romani”, mentre parallelamente e in sottofondo c’è un “Lato B” fatto di discorsi a brutto muso degni di una partita di calcio, piccole e grandi prevaricazioni e provocazioni, coltelli in tasca e manganelli appesi alla cintura. Un mondo dal quale stiamo bene alla larga, contando sul cuscinetto costituito dalle forze dell’ordine, che su questo confine della legalità e forse della civiltà si muovono quotidianamente, con tutti i rischi e le derive che a volte la cosa comporta.

E poi c’è la politica, quella nazionale e quella locale, quella che dice che bisogna mandare gl’immigrati “fora di ball” e poi in quindici anni non è in grado di legiferare in maniera decente, pur sedendo nei posti giusti, e ci fa assistere a spettacoli indecenti come quello dii tunisini che scappano dal buco della rete a Manduria, nel corso di una “emergenza” largamente annunciata. Una mancanza di visione e di organizzazione più che deprimente. Su piazza Saragat, molto più banalmente, si dice solo che gli ambulanti devono essere mandati via. Bisognerebbe chiedersi dove, come e quali possono essere le conseguenze di tale decisione. Succede? È successo? Interessa?

Io sono contro i pestaggi di qualsiasi tipo e contro ogni discriminazione, ma sono anche solidale con coloro che, lavorando nelle forze dell’ordine, vivono tutti i giorni situazioni che possono essere pericolose, e lo fanno per garantire tutti noi. Per cui esprimo molta cautela su tutta questa vicenda, sottolineando ancora una volta l’importanza che di questo fatto si sia parlato. Ma è anche il caso che venga dimensionato correttamente attraverso le ulteriori indagini in corso, per dare a Talla, ai vigili o al Comune di Saronno quanto è giusto che venga dato, nel bene e nel male. Anche se temo che, superato il picco, ai saronnesi e agli italiani in genere interesserà di più scaldarsi altre vicende che ci toccano più da vicino, come i 30 all’ora.

Concludo questo mio lungo intervento, per i pochi che sono riusciti ad arrivare fin qui, dicendo che occorre sempre stare attenti e vigilare su tante cose, forse troppe, e pensare che basta poco per cambiare prospettiva. Leggete qui se volete sapere cosa sta accadendo in questi giorni in Canton Ticino. E proprio oggi, su Repubblica, Concetto Vecchio scrive:

Molti di questi lumbard hanno (o hanno avuto) un parente emigrato in Svizzera, dove negli anni Settanta si celebravano referendum anti-stranieri. Non era facile essere un sautschingg, un porco-italiano. Li difese lo scrittore Max Frisch, l’autore di Homo Faber, con una frase rimasta celebre: “Volevamo braccia, sono arrivati uomini”.

Ciao a tutti

ag

PS: se volete vedere un bel film che in qualche modo parla di questo tema, sul quale ci sarebbe un’enormità da scrivere, vi consiglio “L’esperimento”, del 2001, che a me è piaciuto. Ciao!

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