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Cari amisci, mentre molti di voi si staranno crogiolando sotto il solleone di agosto io, oltre a restare incatenato al mio PC per fare il PIL, continuo a seguire la sonnolenta politica saronnese. 🙂 Sull’ultimo Qui Saronno (che trovate integralmente qui) ho scritto delle robe nell’editoriale, che trovate qui sotto. In sostanza, a Saronno c’è un sacco di gente che ha voglia di fare cose per la comunità, e persino di farle gratis. Facciamogliele fare, prima che si stufi di proporsi. 🙂

Ciao!

EDITORIALE

la ricchezza di saronno

Si è discusso molto, in questi mesi, del fatto che a Saronno non ci siano più soldi per nessuno. Non è che sia una notizia shock: lo sapevamo tutti benissimo nel momento in cui ci siamo messi a fare campagna elettorale. Anzi, è senz’altro questo uno dei motivi per cui noi di Tu@Saronno abbiamo deciso di dare vita al nostro movimento: entrare a far parte dell’Amministrazione per ridurre gli sprechi e ottimizzare la spesa. Sebbene ripetere in continuazione “non ci sono soldi!” sia un buon modo per mettere in chiaro le cose, è necessario prendere atto che, guardando la questione sotto un altro punto vista, Saronno è tutt’altro che una città impoverita, anzi, è ricchissima, ricca di un patrimonio che non è strettamente legato al denaro ma a qualcosa di infinitamente più prezioso: i saronnesi stessi.

Non è il solito pistolotto retorico del “stringiamoci forte e vogliamoci tanto bene”, ma un dato pratico sul quale è necessario che l’Amministrazione – pur perfettamente consapevole di queste risorse – faccia un’ulteriore riflessione. Non tutti sanno, per esempio, che a Saronno ci sono centinaia di associazioni. Ne abbiamo viste 130 in piazza, a maggio, nell’ormai ultradecennale giornata a loro dedicata. Come non considerarle un tesoro? Nel momento in cui i soldi non ci sono, è interesse del Comune far sì che queste persone possano essere messe in condizione di operare al meglio, soprattutto in quei campi di indiscutibile utilità sociale per i quali il Comune forse non potrà dare supporto economico, ma logistico senz’altro sì.

Non solo. La passata campagna elettorale ha testimoniato un “risveglio politico” come – pare – non se ne vedevano da decenni. Ricordate le piazze piene, le manifestazioni, la tanta gente che si è mobilitata su tutti i fronti? Bene, tutto questo è un valore concreto. A Saronno ci sono tante persone che vogliono dare il loro contributo attraverso le proprie competenze e la propria voglia d’impegnarsi. E sono tantissime, sappiatelo, a partire dai consiglieri comunali. Mentre scriviamo queste righe, non è ancora stato possibile attivare le commissioni consiliari, né dare ai consiglieri incarichi ufficiali di supporto agli assessori. Alcuni potrebbero anche farne a meno. Altri – come la nostra Cecilia Cavaterra – ne hanno un bisogno vitale. Dobbiamo partire, coordinare, delegare e controllare. Tanto più grandi sono i problemi, tanto più devono essere veloci le decisioni, c’è poco da fare. E immaginate quanti problemi ci possano essere nel lavoro dei nostri assessori, impegnati a sbrogliare dieci anni di amministrazione di centrodestra (più uno di commissario), con tutti i solchi che hanno lasciato.

È a questo patrimonio inestimabile di “disponibilità” che dobbiamo attingere, perché, in questo momento che “ghe n’è minga”, è lì che vanno individuate le risorse, anche nell’ottica di coinvolgere il più possibile i saronnesi nelle decisioni, nei progetti, nella vita della nostra città. E qui diventano importanti anche le procedure: individuare le eccellenze, valorizzarle, metterle nel posto giusto, saperle stimolare e coordinare, lasciarle libere di lavorare a quei progetti di ampio respiro che condivide l’intera maggioranza. Per questo sono essenziali i gesti concreti e le scelte di rottura con la “politica italiana”, (quella delle lottizzazioni e dei nomi inossidabili) che questa Amministrazione deve continuare a portare avanti.

Infine, il tesoro sepolto: i giovani. Un terzo del nostro Consiglio Comunale è composto da Under 35. Saronno, nonostante il suo ritmo sonnolento, brulica di una gioventù che dev’essere incontrata, motivata, responsabilizzata, informata, stimolata. A oggi, purtroppo, possiamo definirla “dimenticata”, ed è un trend che deve finire. Siamo certi che, anche in questa durissima congiuntura storica, i giovani, con il loro entusiasmo, il loro coraggio, la loro capacità di dare gratuitamente, di tirare fuori il meglio da ogni situazione con pochi spicci debbano diventare protagonisti della politica saronnese, e non soltanto spettatori spesso inconsapevoli di quanto stia succedendo.

E allora, tirando le somme, è chiaro che, se facciamo un bilancio della situazione, alla voce “daneè” forse ci mettiamo un bello “0”, ma in quella delle cosiddette “risorse umane” Saronno riempie la colonnina e fa volare il tappo. Come sa benissimo chiunque abbia compiti di gestione, sono proprio le persone il patrimonio più importante di un’azienda, quello che permette di ottenere risultati inaspettati al di là di qualsiasi budget. Ed è anche noto che sia l’aspetto più difficile da organizzare, controllare, motivare. Ma sono tantissime, in questo momento, le porte aperte, le mani tese, le occasioni da cogliere, le situazioni da mettere in moto.

Non dimentichiamolo. Non adesso.

Alessandro Galli
alegalli@tuasaronno.it

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