In questa foto orrenda, il bel cerchio di ieri. Io ho offerto l'Off per tutti. 🙂

Ci sono cose nella vita molto divertenti. Per esempio, ieri sera ho scoperto due cose favolose: la prima è che a Saronno esiste uno skatepark, la seconda è che è stato dato in gestione ai neopensionati. Fico no? Credo che la scelta amministrativa, in questo caso, sia stata la stessa che si fa ai corsi di ballo: chi è senza compagno si becca il primo che capita. Lo skatepark era solo e si è beccato i pensionati. 🙂

Ha raccontato questa storia, in maniera più pittoresca (i giovani parlano con molti “minchia”, “cioè”, “bella”), un ragazzo di cui non ricordo il nome che è venuto ieri sera all’incontro che l’assessore Cecilia Cavaterra ha tenuto con le associazioni giovanili saronnesi presso lo Spazio Anteprima (che è fico, andateci, ma solo se non siete disabili perché in carrozzina non si entra 😦 ). Tra tutti saremmo stati una trentina, così a memoria, di svariate associazioni. Quelli de “Il Tassello”, i volonterosi gestori dello Spazio Anteprima, erano un po’ più degli altri. Non è che ci fosse il pieno di associazioni, ma è stato bello lo stesso (soprattutto per le tre bionde del “Coro Eden” o “Ebe”, scusate, non ho preso appunti, cmq erano carinissime 🙂 ) perché si è parlato in maniera molto libera, con educazione ma anche con qualche parolaccia perché i giovani sono così. E allora, io che faccio del “be young” la mia ragion di vita, mi sono reso conto di quanto sia grande la distanza che c’è tra noi “grandi” e loro giovani. Perché c’è un senso di smarrimento, incertezza, ansito, volontà e cercare di capire, tra i giovani, che io non ricordavo o ho scordato oppure ai miei tempi non c’era.

C’è un piccolo senso di abbandono in chi non sa nemmeno che qualcuno, in Comune, può dare loro una mano. Cecilia ha voluto fare questo incontro proprio perché nessuna associazione giovanile si è presentata da lei, in questi due mesi. È che – banalmente – non lo sapevano. Non ci hanno pensato, non sono stati educati a pensarlo. Perché? Boh! Forse nemmeno io ho mai pensato davvero allo Stato o al Comune come a un alleato. Forse si pensa di più alla parrocchia o a qualche realtà associazionistica consolidata. Invece il Comune può dare e può fare, soprattutto se non si tratta di soldi. Questo è stato fico: nessuno ha chiesto dei soldi. Perché i giovani – questi giovani, quelli che non hanno la mini cabrio, che ci credono al volontariato, alla cultura, al mondo che si può e deve salvare – hanno secondo me una grande capacità di arrangiarsi. Chiedono interlocutori affidabili, persone che possano aiutarli davvero in cose piccole. Tipo organizzare un concerto, pitturare un muro, trovarsi con gli amici in uno spazio pubblico autogestito (che è diverso da “sregolato”, sappiatelo 😉 ).

Io ho molti contatti con i giovani (niente per cui potrei andare in galera, tranquilli 😉 ) e questo grazie alla mia squadra parrocchiale, la Repax, nella quale gioca anche il consigliere leghista Davide Borghi, che ha il sangue caldo (mai come il mio) ma è in gamba. Al tempo stesso, ieri sera, c’era un ragazzo del famigerato Telos che ha detto delle cose, e anche lui mi è sembrato in gamba. Ha parlato con educazione e di educazione. Adesso, senza andare nel trito e nel ritrito, io penso che – se mi ricordo bene di quand’ero giovane e se ci ho capito qualcosa ieri – la cosa migliore che possiamo fare per questi ragazzi è dare loro tante opportunità per conoscersi, formarsi, misurarsi con la durezza della vita, le sue sfide, le sue scelte, e farlo con l’atteggiamento delle istituzioni – che devono governare, decidere, fare, imporre – ma anche con quello di chi sa di aver passato qualche tempo in più su questa zattera della Medusa, e che a volte per essere ascoltati basta solo non giudicare, dare buoni consigli e parlare con l’esempio.

Insomma, per me ai ragazzi di Saronno bisogna dare e chiedere fiducia. Non tutti saranno in gamba, bravi, svegli, onesti, civici. Ma è nei giovani che una nazione deve riversare i valori del proprio passato per garantire il proprio futuro. Io ho fiducia, tanto è gratis. 🙂

Il momento in cui si invecchia per davvero è quello in cui si liquidano le problematiche giovanili con un “ai miei tempi era meglio”. È perché non si capisce più, non si vede, si generalizza. In breve, si inizia ad aver paura di ciò che non si conosce più.

Evviva l’Italia, evviva la gioventù! 🙂

Ciao

PS: qui sotto potete scaricare il comunicato ufficiale di Tu@Saronno

20_07_2010_L’ASSESSORE_CAVATERRA_INCONTRA_LE_ASSOCIAZIONI

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