Da quando la campagna elettorale è finita, la politica saronnese è diventata molto più noiosa e più tranquilla, il che tutto sommato – per quanto visto in questi 11 mesi di ferro e fuoco – è anche un bene. Sicuramente è tutto molto più rilassante per tutti i semplici elettori, che non sono più sommersi propaganda politica. Tranquilli, per i prossimi cinque anni, adesso che si è votato, in tanti vi lasceranno in pace. Avete presente il conoscente che prima del voto vi salutava come se foste suo fratello, per poi dirvi (non chiedervi, dirvi) cosa votare? Be’, almeno di questo vi siete liberati, perché ovviamente non vi saluterà nemmeno in cassa al supermercato. Fate una roba – e chiudo l’inciso – state addosso a chi vi ha fatto stalking in questi mesi, e chiedete il conto con garbo e fermezza per i prossimi cinque anni, a maggioranza (cioè noi 🙂 ) e opposizione (ossia gli altri, buuuuu! 🙂 ). Perché da domani le luci vanno giù e non si scherza più, ammesso che lo sia fatto: alle 11.30 in villa Gianetti (quella in fondo a via Roma, per capirsi 🙂 ) Luciano Porro presenta la giunta. Non so se sia aperto al pubblico ma secondo me dovrebbe, per cui invito i miei sette lettori se vogliono a venire.

Purtroppo non sono abbastanza audace e sfrontato da rivelarvi i nomi degli assessori. Il mio sangue zingaro a quest’ora non mi permette di dare delle anticipazioni che nemmeno Dagospia. Provate a chiedermelo verso le due, stanotte, se mi trovate connesso e magari vi dico tutto. 🙂 Comunque, fare la giunta, come immaginavo, non è stata esattamente una passeggiata, ma questa è la vita, questa è la politica. Ci sono tante cose di cui tenere conto e massima solidarietà a Porro che ha dovuto scegliere gli assessori, con le difficoltà del caso. Noi di Tu@Saronno, ovviamente, ci siamo e ci saremo con il contributo che possiamo dare, per quanto possibile. Tutto qui, lascio i commenti a domani tranne uno: domenica è il 25 aprile, la festa della Liberazione. Chi ha lottato, in quegli anni, per la libertà ha dovuto uccidere, nascondersi, organizzarsi e compiere gesti che mai più avrebbe dimenticato, nella loro drammaticità. Noi, nel nostro piccolo, dobbiamo solo tenere duro per cinque anni e poi vedere che succede. Non è poi un gran peso, siamo pronti.

A domani! (mattina, ore 11.30 🙂 )

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