Chiacchieravo l’altro giorno con un esponente della destra saronnese delle recenti elezioni. A un certo punto mi chiede della giunta e mi fa:

“Allora, a che punto siete?”

“Stiamo facendo delle riunioni per vedere come organizzarci”

“Sì, ma cosa vi danno a voi?”

“Boh, stiamo ancora decidendo”

“Oh, impossibile!”

“In che senso?”

“Be’, nel momento in cui avete deciso di apparentarvi, avrete preteso qualcosa in cambio: assessorati, vicesindaco…”

“Mah, veramente no, noi abbiamo chiesto solo che fosse garantita l’applicazione di alcuni punti del programma…”

“Dai, ma è impossibile!”

“Be’, per quanto ne so io è così, poi alle riunioni non ci vado, sono solo un presentatore”

Quello che mi ha colpito è che per lui non fosse semplicemente un’opzione “esistente” il fatto che si possa stringere un accordo politico senza avere in cambio delle garanzie. Mi sono sentito un po’ ingenuo e ho udito in sottofondo il classico “plonf” che si sente quando si cade dal pero. 🙂

Però credo che sia abbastanza indicativo, tutto questo, di quanto possa essere utile portare un rinnovamento nella classe dirigente e lasciare spazio a chi – come me, come noi – non ragiona inquadrato in schemi consolidati. Non so se sia normale, nella politica, accordarsi solo i cambio di cariche di vario tipo. Finora – e lo posso dire senza timore di essere smentito – noi abbiamo sempre e solo parlato di persone che devono fare cose e di programmi da attuare. Fine. Come in un’associazione o in un’azienda, si deve lavorare per perseguire uno scopo. Questo lo facciamo noi, con naturalezza, e magari lo fanno anche molti degli altri. Io non lo so, non voglio giudicare anche se penso che il nostro sia il modo di fare giusto, sicuramente in questa fase.

È sorprendente questo fatto che si possa fare qualcosa d’importante in cambio di niente solo perché è giusto così. A noi è venuto normale. Ma è anche  molto figo pensare di aver fatto la cosa giusta solo perché era la cosa giusta.

Oh, per quanto mi riguarda son soddisfazioni… 🙂

Ciao belli

ag

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