È molto facile, in momenti come questi, scrivere cose qualsiasi per cui – visto che vivo comodamente e ho tutte le intenzioni di continuare a farlo – non vedo perché dovrei distinguermi e fare lo sforzo di essere originale, per cui di seguito trovate alcunee ovvietà in salsa alegalli. 🙂

La verità è che le tante cose che potrei dire possono sicuramente aspettare fino a domani, perché abbiamo davanti cinque anni per dire, analizzare e soprattutto FARE. Vedere vincere Luciano Porro, con un ottimo margine e senza nessuna ansietà – almeno per me, che dopo il ballottaggio sono stato tranquillissimo – è un momento di grandissima soddisfazione che va assaporato e condiviso. Non che Porro sia la panacea di tutti i mali saronnesi: Luciano è un’ottima persona che si è fatta carico di prendersi sulle spalle una situazione definita da tutti critica. Una sorta di martirio al quale lui si è prestato con naturalezza e sprezzo delle conseguenze, e spero proprio gli vada bene. Credo che Marzorati, per quanto dispiaciuto, possa almeno consolarsi con il fatto che non toccherà a lui provare a sbrogliare la matassa. Comunque, dicevo, la vittoria di Porro è una soddisfazione enorme perché parte da lontano. Come la vendetta: se la si gusta fredda, è un piatto molto più saporito.

Non ho nessun sassolino da togliermi dalle scarpe. Nessuna invidia, nessuna rivincita. Niente. Sono solo molto soddisfatto. Constato, però, che sono stati in molti, a maggio 2009, ad avermi detto che era un’impresa impossibile, che stavo puntando sul cavallo sbagliato e che “loro” avevano comunque il 65%. Be’, è straordinariamente appagante constatare che le cose possono cambiare, che il lavoro paga, che capita – di rado ma capita – di vincere una battaglia che si sentiva di stare combattendo dalla parte giusta. Come in un film a lieto fine: tutti dicono al protagonista che non ce la fa e lui alla fine ce la fa. Visto che questa è la realtà, non è scontato: è fighissimo.

Ci sono diverse ragioni, secondo me, dietro alla seconda vittoria di Porro, ma ne parlerò un altro giorno. Voglio dire, però, che il lavoro fatto da noi di Tu@Saronno è stato eccezionale sotto tantissimi punti di vista e che quello che abbiamo raccolto a livello personale, il 5,5 %, non paga certamente lo sforzo profuso. Voglio ringraziare pubblicamente Angelo Proserpio per averci guidato in questa avventura e per essersi “sacrificato” alla causa, sapendo bene che il nostro compito difficilmente sarebbe stato quello di poter vincere da soli, ma che lui per primo avrebbe dovuto a un certo punto trovarsi ad appoggiare un altro candidato per la corsa a quella poltrona che sicuramente meriterebbe. Ma siamo felici di aver aiutato Luciano Porro a vincere, insieme alle altre liste, e siamo pronti a fare tutto il possibile per rendere Saronno una realtà di eccellenza.

Guardando la mappa “politica” della Lombardia, Saronno è una realtà isolata e quasi unica: un comune di centrosinistra in mezzo a un mare di PdL e Lega. Anche se il movimento delle liste civiche sta prendendo sempre più piede, da oggi alle 16 mi sento come Asterix il Gallico: viviamo in un villaggio circondato dai nostri avversari, i Romani. Non credo che avremo vita facile. Ci attaccheranno da ogni dove sotto ogni punto di vista. Ma la città ha espresso un parere chiaro, e sono certo che il consenso al governo di centrosinistra resisterà solido se sapremo distribuire ai nostri concittadini la “pozione magica”. Una pozione fatta di competenza, analisi, praticità, svecchiamento e trasparenza. Ingredienti che non sempre saranno facili da trovare, ma la cosa non ci spaventa: sono gli stessi di cui è fatta la nostra lista, che è nata proprio con lo scopo di rendere migliore il futuro della nostra città.

Dai, ho scritto anche troppo. Oggi è bellissimo, amici miei, ma ci aspettano tempi durissimi a già a partire da domani: abbiamo bisogno di tutti per riuscire a sopravvivere a questo accerchiamento. Ma ci sarà tempo per pensarci. Adesso godiamoci il primo tramonto di un nuovo capitolo della storia saronnese.

Grazie a tutti coloro che ci hanno letti, votati, sostenuti. È stato un cammino bellissimo. 🙂

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