Paride Brunetti, un esempio per tutti

Paride Brunetti, classe 1916, era in piazza ieri all’evento di chiusura per la campagna elettorale di Luciano Porro. Paride ha 94 anni e ha sempre lottato per quello che riteneva giusto. Partito ufficiale fascista con l’ARMIR per la disastrosa campagna di Russia del ‘42, è tornato comunista, convinto non dalle cannonate dell’Armata Rossa ma dalle scuole, dagli ospedali, dalle strade viste nell’URSS rossa. È tornato e si è messo a capo della resistenza partigiana, comandando mille uomini, combattendo sui monti di Belluno per la libertà della Repubblica. Gli hanno dato una medaglia e gli hanno detto “arrivederci e grazie, adesso al Paese ci pensiamo noi”. Ha passato molta della sua lunghissima vita a raccontare – ai cittadini, nelle scuole, a noi – che la guerra è una scelta orrenda, che bisogna volersi bene, che occorre trovare punti d’incontro comuni.

Quando abbiamo presentato la lista per questa seconda campagna elettorale, Paride ha raccontato “noi eravamo tutti diversi, ognuno con le proprie convinzioni politiche, ma avevamo due obiettivi in comune che ci univano: mandare via i tedeschi dall’Italia e fare in modo che il fascismo non tornasse più”. Credo che questo sia un messaggio per tutti noi, cittadini saronnesi, soprattutto per quelli che hanno deciso d’impegnarsi nella politica locale. Si è parlato molto in questi giorni e si è litigato anche troppo. Non so se se siamo riusciti a individuare questi obiettivi comuni. Noi di Tu@Saronno ci abbiamo provato. Ci siamo fatti domande sulla città, lasciando perdere il giudizio sugli altri attori della politica, se questo fosse meglio di quello e se quello fosse o sarebbe stato scorretto, ladro, disgraziato. Abbiamo pensato che Porro e coalizione di centrosinistra fossero la scelta migliore per raggiungere l’obiettivo di cambiare la dirigenza di questa città, di renderla più vivibile, più vicina ai cittadini, più sicura, più nostra, più di tutti. Per questo ci siamo impegnati e siamo stati in piazza, ieri, con le altre liste, e abbiamo seguito la banda nelle vie del centro gridando “vota Porro”. Ci crediamo, ci speriamo, non sarà facile. Vedremo.

Ho salutato Paride Brunetti, ieri, e ho fatto due chiacchiere. Lui mi ha sorriso, è stato gentile come al solito, mi ha detto che il futuro siamo noi, anche a livello nazionale, e che un mondo migliore è ancora possibile. Sono certo che ripeta queste cose come un mantra a chiunque incontri, in questo inverno della sua vita, e sono orgoglioso del fatto che le abbia dette anche a me.

Paride Brunetti è un gigante in sedia a rotelle, e io gli sono grato di quanto condivide con noi, per quello che rappresenta e per quello che, con il suo esempio, testimonia da tutta la vita. Spero che i tanti nani della politica saronnese, che in questa campagna elettorale lunga un anno non hanno parlato di niente, guardino a lui con questo stesso rispetto.

“Un mondo migliore è ancora possibile”

Paride Brunetti

L’11 e 12 aprile vota Luciano Porro al ballottaggio.

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