A Saronno votate così 🙂

Ne hanno parlato tutti, nel corso di questa campagna, e tutti hanno detto che non ne hanno. Gli “interessi personali” sono diventati come la scabbia sotto un piede, come l’herpes genitale: piuttosto che averne, è meglio lanciarsi sulla spada di Enea e morire, come Didone (si vede che ho fatto ragioneria, eh? 🙂 ). C’è un problema di fondo, quando un politico in campagna elettorale viene a dirti “noi facciamo questo per il bene della città, non abbiamo interessi personali”, un problema molto chiaro nella sua desolante ovvietà: se devi specificarlo, vuol dire che in troppi casi è successo il contrario. E a Saronno, ahimé, è andata proprio così.

In nocciolo della questione è sempre lì, nell’impasto di soldi e potere di cui è fatta la politica stessa e del quale non riuscirà mai a privarsi del tutto, perché è attraverso il potere che viene conferito dal popolo che si può utilizzare il denaro per realizzare dei progetti. A volte sono progetti alati, altre rasoterra. In altri casi ancora – purtroppoin linea con l’esempio saronnese – i progetti diventano disegni al CAD e vanno addirittura sottoterra. Diventano fondamenta e torri degli ascensori che restano lì, come relitti arenati in una baia. Ne potete vedere un esempio nell’area ex Cemsa, regalatoci dall’ISI. Normalmente, però, diventano palazzi costruiti in aree prive di servizi, senza preoccuparsi troppo della viabilità e delle infrastrutture. Ma dell’edilizia, come spiegato qui, abbiamo purtroppo bisogno per far quadrare i conti counali (e non dimentichiamo quanto lavoro dà). Occorrerà quindi capire COSA far costruire a Saronno nei prossimi anni e COME, non SE.

Ma non ci sono solo gli interessi edili (come ho già detto, sto dalla parte dei palazzinari 🙂 ). C’è tutto un budget relativo ai servizi sociali, allo sport, all’associazionismo, alla gestione degli eventi, alla manutenzione. Tutte cose che riguardano la vita quotidiana e che, al di là dei miei sarcastici commenti sull’edilizia saronnese, non hanno in sé nulla di aprioristicamente negativo. È chiaro che tutti vogliono lavorare, che molti siano ben felici di poterlo fare per il Comune (che a sua volta è obbligato ad avere dei fornitori), ed è altrettanto chiaro che tutti coloro che sono interessati a questo tipo di businness siano ben felici di avere in comune un amico, un’amica, una giunta di un colore piuttosto che un altro. Poi ci sono la slealtà e l’impasto, che sono purtroppo inevitabili. Ci saranno sempre pressioni e gruppi di potere (di qualsiasi tipo) a ronzare attorno alla politica, non possiamo farci molto. Come per le mosche sulla merda, tanto per capirsi. 🙂

Quello che conta è tenere questa realtà endemica a un livello accettabile, in modo tale che a uscirne vincenti, con in mano il pallino del gioco, siano sempre il comune e – di riflesso – la cittadinanza. E non è un compito facile. Chiunque diventi sindaco, in questa fondamentale tornata elettorale saronnese, dovrà misurarsi con uno scenario da brivido. Occorreranno carattere, diplomazia, un forte sostegno da parte della popolazione in modo tale che in consiglio comunale non ci siano scherzi. Il compito dell’opposizione, invece, sarà facilissimo. Siccome non ci sono soldi e tutto fa schifo, basterà dire che la colpa è del nuovo sindaco e della giunta. E in almeno un paio di casi sarà anche vero, visto che ci stavano anche prima, ma io spero tanto che sia Tu@Saronno a farsi carico di questo tipo di accusa. 🙂

Tornando a parlare degli interessi personali, comunque, io voglio andare controcorrente e ammetterlo tranquillamente: io sono mosso nella mia opera politica esclusivamente dagli interessi personali. Anzi, credo di poter dire lo stesso di molti componnenti della mia lista, forse tutti, perché è giusto essere onesti fino in fondo con gli elettori cui chiediamo il voto.

Io ho un forte interesse personale nel candidarmi a Saronno: ci abito da trentasei anni.

Ed è anche ora di fare un po’ di pulizia.

Il 28 e 29 marzo scegli Tu@Saronno, scegli Angelo Proserpio.

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