Sei un pendolare? Il traffico ti ammazza? I treni delle Nord fanno vomitare e ti fa incazzare il fatto che l’amministratore delegato dell’azienda, di fronte alle tue lamentele, ti abbia risposto: “e allora vai in macchina” (tutto vero, amici, sappiatelo 😉 )? Povero/a, io ti sono vicino con tutto il mio piccolo cuore, perché il pendolarismo uccide. Quando lavoravo a Milano, nei tre anni peggiori della mia vita, mi toccava spararmi un’ora di auto/moto o mezzi per fare 30 km, una cosa che mi faceva girare le balle in una maniera pazzesca. Giunto al punto di prendere lo Xanax per tirare sera, ho deciso di licenziarmi ed eccomi qui, sette anni dopo, fresco come una rosa ad osservare un mondo che mi sorride, perché lavorare a Saronno ed evitare di fare il pendolare vuol dire vivere troppo meglio, e non sto nemmeno a spiegarvi il perché. Dopo questa “captatio benevolentiae” (il più buono di voi avrà pensato “alegà, ma vai a cagare!” 🙂 ), provo ad affrontare seriamente la questione “spostamenti lavorativi”, che è davvero un problema grave per chi non ha alternative al pendolarismo. Ebbene, la  mia soluzione per ridurre il traffico a Saronno e in tutta la Lombardia è molto semplice e persino lapalissiana: basta non far spostare le persone. Facile, no? 🙂

L’idea è talmente banale che deve per forza avere qualche controindicazione che v’invito caldamente a sottopormi, altrimenti mi sentirei troppo intelligente. Il fatto è che alcuni lavori sono estremamente intercambiaili. Pensateci. A me l’idea è venuta pensando a una mia amica che lavorava per un’agenzia interinale di quelle famose, che hanno sedi in più città. Lei, di Saronno, andava a lavorare a Gallarate; una sua collega, di Gallarate, veniva a lavorare a Saronno. Stesse mansioni, stesso livello, stessi benefit, stesso stipendio. Ha senso, questa roba? Secondo me no. Allora bisognerebbe indagare su quante sono queste situazioni in giro per la Lombardia. Se sono poche, ho pensato una scemata, se sono tante, forse si potrebbe pensare a un sistema tale per cui le aziende che assumono dipendenti entro un certo raggio chilometrico dal posto di lavoro abbiano degli sgravi fiscali. Se tu mi assumi vicino, per tutti quei lavori che sono intercambiabili, io ti faccio pagare meno tasse. Quello che lo stato perde in incassi lo recuperiamo dalla spesa sanitaria, perché meno traffico vuol dire meno inquinamento, e meno inquinamento vuol dire meno problemi di salute, meno asme, bronchiti, polmoniti, tumori e forse anche incidenti.

È solo un’idea, ci penso da un po’. Ovviamente sarà piena di controindicazioni e forse è talmente balzana che non dovrei permettermi di pubblicarla, ma può anche darsi che un senso ce l’abbia, non conoscendo a fondo il problema e non avendo idea dei numeri reali che giacciono al di là della mia proposta. E ovviamente si tratta di una soluzione che andrebbe pensata a livello regionale – tanto la Lombardia ormai è un’unica città, come Los Angeles – altrimenti non servirebbe a niente.

La realtà, comunque, è che non possiamo ragionevolmente pensare di garantire a tutti strade libere e parcheggi disponibili, in un mondo dove i costumi ci stanno portando a utilizzare l’auto anche per accompagnare i figli a scuola (che poverini prendono freddo… calci negli stinchi e bicicletta come ai vecchi tempi, dico io 🙂 ), dove donnette di 60 anni alte un metro e cinquanta girano per la città a bordo di SUV grandi come appartamenti per andare a fare 20 euro di spesa. La realtà è che per quanto si voglia progettare, pianificare, deviare, non possiamo pensare di asfaltare ogni centimetro di terra, e forse davvero l’unico modo di risparmiarici un po’ di traffico è quello di far circolare meno auto possibile, anche con le solite soluzioni dei mezzi pubblici coordinate e le aree di scambio, come si cerca di fare, ma magari anche con qualche idea che prenda il problema da una prospettiva differente.

Perch̩ fare il pendolare ̬ dura, ti vengono sottratte ore che sono la tua vita Рcazzo Рe te ne stai 15 ore al giorno in giro impegnato nel cercare di portare a casa la pagnotta, ammesso che ancora ci riesca, in questo Paese disperato. E allora bisogna ricordarlo con le cannonate a chi mette la faccia sui manifesti per avere il diritto a governarci che noi si lavora per vivere, e non si vive per lavorare.

Cmq, stanotte era il turno delle idee. Nel prossimo intervento sul traffico, invece, parlerò di robe concrete sulle quali ragionare per migliorare il traffico a Saronno: rotonde, spartitraffic, pavimentazioni e bretelle, tanto per dimostrare che sono ancora collegato alla realtà. 🙂

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