Volevo scrivere questo articolo ieri sera, ma mi veniva fuori una roba talmente pallosa che mi annoiavo da solo mentre lo scrivevo, e così ho lasciato perdere. Destino. Oggi, Varese News mi butta fuori questa video intervista che offre qualche spunto in più:

ESISTE UN PROBLEMA SICUREZZA A SARONNO?

Il tema è la sicurezza, un tema molto sentito sul quale la destra italiana e saronnese, martellando in continuazione sugli stessi tasti, ha inculcato il terrore nell’animo di tutti noi. Stranieri = insicurezza è diventato un assioma. Che non sia vero lo sa chiunque sia minimamente informato e senziente. Che non sia vero nemmeno il teorema del “poverini”, altrettanto. Il problema della sicurezza è un problema serio, quello degli stranieri che l’ingenerano anche. Ma il problema più grande resta sempre quello, la politica: miope, impreparata e dolosa. Se le nostre città sono piene di brutta gente che vi fa paura, amici saronnesi, sappiate che è sempre una volontà politica, qualsiasi cosa vi stiano dicendo.

Perché al di là di tutto – e con tutte le difficoltà che ci sono – lo sanno benissimo i politici che gli stranieri servono, che servono per il welfare parallelo, per il lavoro in nero, per le mansioni che gli italiani ormai evitano, per la capacità di avere più figli e mantenere il nostro sistema pensionistico e tutte queste cose qui. Quindi anche il politico più razzista, ma dotato di un minimo di sale, si guarda bene dal fare ciò che dice: cavalca l’onda dei poveracci e poi li fa entrare tutti, grano e zizzania, e vedano di starsene buoni anche se li trattano come bestie.

Detto questo, parliamo un attimo di Saronno. Stamattina sono stato a pranzo in centro con un amico, dal Muzza. C’era un marocchino in bici che mi è quasi passato sui piedi, un altro che fumava sotto il tendone. Li ho trovati entrambi un po’ maleducati ma poca cosa. L’aspetto veramente preoccupante della faccenda, è che dalle 12.30 alle 14 in centro a Saronno non c’era un’anima. C’eravamo io, il mio amico, qualche studente, pochissimi lavoratori e – nello stesso numero di tutti quelli che ho citato finora – solo stranieri. L’effetto del centro, passeggiando, era  “Vanilla Sky”: strada ampia, soleggiata e tristemente semivuota.

Qualcuno della mia lista mi ha detto che Saronno ha il centro pedonale più grande della Lombardia, se si considera la continuità degli spazi. Il punto è che questa straordinaria risorsa non viene minimanente sfruttata, nel corso della settimana. I saronnesi, a Saronno, ci sono molto poco, la gente la città non la usa con continuità. Andate in un qualsiasi Auchan in orario di pranzo e troverete una marea di gente. A Saronno zero. Allora è chiaro che l’italiano della provincia produttiva si senta straniero a casa propria. È chiaro che la città abbandonata e svuotata faccia paura. Non siamo a Londra, dove tutti sono uguali perché sono diversi. Saronno City ha bisogno di essere tranquillizzata con facce di gente del posto, non c’è niente da fare. Non dico che sia giusto, dico che è così.

Allora ben venga la PolFer in stazione, ben vengano i controlli e tutto quanto. Ma una città dev’essere progettata e pensata, non militarizzata. Guardate il video e contate quante volte Marzorati dice la parola “polizia”. Fa impressione. Davvero c’è bisogno di tutta questa polizia? Davvero la signora saronnese che apre l’intervista in una piazza Libertà vuota si sentirebbe al sicuro se ci fosse un carabiniere al metro? Forse sì, ma la città non la salviamo certo così. Dobbiamo progettare la vita, favorire la frequentazione, stabilire percorsi sicuri in orari compatibili con i ritmi quotidiani. La polizia, da sola, non serve proprio a niente, ci pensino quelli che si fanno abbindolare dalle chiacchiere sulla sicurezza.

Ma mi rendo conto che sia una battaglia persa. La gente continuerà a essere governata dalla paura. Speriamo che chi fa politica, invece, trovi il coraggio e la lungimiranza per far sì che queste gravi problematiche siano affrontate con la giusta competenza, come giustamente sottolinea Angelo Proserpio nel suo intervento.

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