Oggi Tu@Saronno ha incontrato i rappresentanti delle associazioni saronnesi, all’hotel Cyrano. Scrivo queste righe proprio mentre il nostro incontro si sta ancora tenendo. Io sono un povero ignorante, per cui scrivo le cose come le sento, e non sono certissimo di sentirle bene. Perché questo preambolo? Perché l’impressione che ho – ovunque e parlando con chiunque in questa città – è che i cittadini non abbiano niente su cui contare. Ma proprio niente. Ovviamente, è una visione drammatica che non corrisponde alla realtà, ma c’è anche del vero.

Provate anche voi, chiedete in giro a chiunque voglia fare qualcosa a Saronno, dal punto di vista delle associazioni, dell’aggregazione  tra cittadini. Le difficoltà sono tantissime. E non parlo di cose che sarebbero pura fantascienza, del tipo “il Comune non ci sovvenziona”, ma si parte da molto più in basso, da molto più indietro. Il Comune non dà gli spazi, non li garantisce, non permette ai cittadini volonterosi di dare il proprio contributo gratuito al buon funzionamento della città. E spesso, quando ci sono delle iniziative, non esiste proprio la possibilità di portarle a termine perché i permessi vengono negati. Si parla spesso e a sproposito dei giovani, per esempio, ma a parte Festoria gli eventi organizzati in questo senso sono davvero pochi, per i soliti problemi di ordine pubblico che è molto più facile eliminare alla radice vietando qualsiasi cosa.

Manca tutto, a Saronno, almeno è quello che ci dicono. Manca persino un coordinamento da minimo sindacale. Quanto sarebbe bello se esistesse uno spazio virtuale nel quale le associazioni saronnesi potessero confrontarsi e informarsi reciprocamente? Sul sito del Comune di Saronno (costato una cifra vicina ai 100mila euro, giudicate voi stessi 😦  ) è persino difficile trovare un elenco aggiornato. Ci vuole tanto a fare un forum? Bisogna dirlo: sono le associazioni, fatte dai cittadini, il vero cuore di ogni città, e non il Comune, che non può avere il polso della vita in tutti i quartieri. È su questa rete che dobbiamo puntare per migliorare la qualità della vita, la sicurezza, il senso di appartenenza. Dobbiamo portare tutte queste associazioni a lavorare anche in centro, soprattutto in orario serale, garantendo il passaggio di persone necessario a rendere la città sicura e vivibile. Non sembra una cosa difficile da capire, perché non viene fatta?

C’è un intervento che mi ha colpito più di tutti, quello di un signore del Matteotti, volontario del gruppo Alice, un’associazione nata nell’82 per combattere la tossicodipendenza: “negli anni’80 il quartiere Matteotti era ucciso dalla tossicodipendenza, oggi è ucciso  dal Comune”. In questa sala, in questa città, è pieno di persone perbene. Fino a quando potremo sopportare la vergogna di sentire pronunciare frasi come queste, quando si parla della nostra città?

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