Devo dirlo subito, perché lo ripeterò spessissimo in questo blog esattamente come l’ho detto a tutti quelli con cui ho recentemente parlato della politica saronnese: il nostro obiettivo – quello di tutte le persone che si affacciano per la prima volta alla politica cittadina – dev’essere quello di cambiarne i protagonisti. È semplicemente tempo, al di là di qualsiasi schieramento idelogico, di rinnovare la classe dirigente, che viene da quindici anni di degradante stasi.

Intendiamoci, non lo sto dicendo perché si tratta di persone non valide o disoneste (anche se, volendo approfondire, si potrebbero dire tante cose, ma vorrei aspettare ancora qualche post prima di trovarmi la gente sotto casa 🙂 ), ma perché se si vuole cambiare, a un certo punto, è necessario cambiare in primis le teste che guidano tutta la faccenda. E questa è una cosa bipartisan, che vale da destra a sinistra, che vale per tutti. I giovani, quelli che si affacciano per la prima volta al sistema, le facce nuove devono farsi avanti e farsi sentire: è l’unico modo per portare avanti qualcosa di nuovo.

Troppi anni di lotte, personalismi e zavorre ideologiche hanno reso Saronno quella che è oggi. La colpa è innanzitutto di quelli che, come me, hanno “lasciato fare” per tutto questo tempo, senza interessarsi abbastanza di quello che succede nella propria città. Un’altra bella colpa è di chi ha gestito il potere, che strategicamente non ha fatto nulla per favorire un ricambio generazionale. I vecchi leoni hanno fatto di tutto per essere loro, e solo loro, a poter contare davvero nei rispettivi partiti.

Se, adesso, a Saronno c’è un risveglio politico straordinario – pensate solo al proliferare dei giornali free press, tra cui il nostro eccellente QuiSaronno – è perché la gente è davvero stufa. In fondo, la maggior parte di noi vorrebbe solo vivere la propria vita senza interessarsi della macchina comunale: andare al lavoro, avere dei figli, vivere la città nel tempo libero, ecc. È quello che la politica stessa ci induce a fare, a stare buoni e accontentarci di quello che abbiamo. In questo modo, però, a occuparsene sono le persone che hanno un interesse molto più pratico del nostro, un interesse monetario o semplicemente di gestione del potere per il potere stesso. E  i risultati li vediamo: chi è contento, oggi, di come vanno le cose a Saronno? Chiedete ai pendolari, agli anziani, a chi ha dei figli, alle associazioni, ai commercianti.

Allora, se la città non ci piace più, c’è solo una cosa che possiamo fare: provare, disperatamente,  a cambiarne il gruppo di potere e di antipotere, perché se chi ha diretto ha fallito, lo ha fatto anche perché non sufficientemente contrastato da chi stava dall’altra parte. Per questo, è assolutamente necessario che i voti vadano, da destra a sinistra, verso le tante persone nuove e valide che si sono candidate. Ovviamente – secondo me – dovete votare per qualcuno di TU@Saronno, ma non pretendo tanto.

In tutti i partiti ci sono candidati che meriterebbero le vostre crocettine e che possono portare nuove professionalità rinnovatrici.

E tanti saluti all’oligarchia saronnese. 🙂

ag

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