Sono giorni che arrivano tutti allo stomaco, questi giorni di fine maggio. Giorni che sanno di liberazione e Risorgimento, perché proprio nel 150° dalla sua Unità l’Italia sembra dare un colpo di coda e scuotersi con decisione, dopo quasi vent’anni di inebetimento che hanno il nome di “berlusconismo”. Milano, Napoli e tantissime altre città dello Stivale hanno deciso che la politica del terrore, quella degli insulti e delle puttane, quella degli affari sul terremoto e delle leggi ad-personam, quella degli mafiosi additati come eroi e delle istituzioni calunniate in pubbliuco è qualcosa che gli italiani non vogliono più. Berlusconi crolla in casa, a Milano, per una sorta di rigetto nei confronti del suo cittadino più noto ma meno illustre. Il voto di Napoli, un plebiscito per De Magistris, la dice lunga su quello che pensano gli italiani riguardo al valore della magistratura e umilia coloro che da anni l’attaccano. In questa grande ventata d’aria nuova che investe tutta l’Italia, da Nord a Sud, saranno stati in molti, qui a Saronno, ad avere una sensazione di de-ja-vù: questi giorni sono gli stessi delle infuocate primavere 2009 e 2010, quando la nostra città, prima in Italia, ha vissuto la stessa voglia di rinnovamento che ha poi investito il resto del Paese.

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Ho sprecato la mia domenica di Pasqua, quest’anno, e non me ne vogliano i miei familiari, con cui l’ho trascorsa. L’ho sprecata perché, superficialmente, mi sono dimenticato che a Bulciago, proprio domenica, si sarebbero svolti i funerali di Vittorio Arrigoni, l’attivista italiano barbaramente ucciso in palestina, la terra che tanto ha amato e che ha cercato di rendere un posto migliore fino alla drammatica morte. Non conoscevo Vittorio Arrigoni e non sono nemmeno di quelli che possono spiegare in due parole cosa sia giusto fare in Palestina, chi abbia ragione e chi no. Sono però indubitabilmente dalla parte di chi, a differenza mia e della maggior parte di noi, decide di fare delle scelte di vita umane e umanitarie, che portano a volte a questi episodi di martirizzazione laica.

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Ciao a tutti. Stamattina sono stato in Comune a presenziare alla conferenza stampa per il lancio della campagna di sensibilizzazione “Pulita, Sicura, Vitale”, che partirà venerdì e della quale potete vedere qualche immagine in anteprima su questo blog (o sui giornali locali di domani). Presenti il sindaco Luciano Porro, l’assessore alla comunicazione Beppe Nigro, l’assessore all’urbanistica Beppe Campilongo, i dirigenti Bottari, Paris, Stevenazzi, il comandante dei vigili Sala, Michele Leonello (consigliere delegato alla comunicazione), i giornalisti e io. L’idea è nata dopo l’avvio della prima ordinanza dei 30 all’ora e di tutte le polemiche che ne sono nate. Ci siamo chiesti: ma i saronnesi hanno capito dove si vuole arrivare con provvedimenti come questo? Siamo stati capaci di comunicare quale sia l’idea di città che l’Amministrazione ha in mente quando chiede di andare più piano nelle zone residenziali? Sono chiari i vantaggi per tutti che questo comporta? Forse no.

Forse in città si è parlato solo di limiti, imposizioni, multe, ecc. Per cui abbiamo deciso di formare un gruppo di lavoro e cercare di comunicare meglio tutte queste cose. E di farlo a costo quasi zero, dato che di soldi non ce ne sono. Tutto quello che vedete in queste immagini (e sulle strade a partite da venerdì), è stato realizzato da un gruppo di persone che ha prestato gratuitamente la propria creatività e il proprio tempo per far sì che tutto questo potesse essere realizzato. Piaccia o non piaccia la campagna (già lo sapete che le critiche pioveranno copiose 🙂 ), mi sento di ringraziare tutti pubblicamente. In fondo al testo di presentazione di logo e campagna che segue, trovate i loro nomi, cui vanno aggiunti ovviamente quelli di coloro che ricoprono incarichi amministrativi e che ho citato all’inizio.

Voglio citare qui e subito, però, l’amico Martin Comin, modello in bicicletta, l’amica Monica Casalini, modella “a piede”, l’amico Davide Perfetti in arte Yomo, che ha fatto le foto. Lo faccio perché, a differenza degli altri, non sono membri di alcun partito, eppure hanno partecipato al progetto con entusiasmo e hanno permesso al Comune di Saronno di risparmiare la spesa per le foto (10, 100 o 1000 euro che siano).

Ecco, ho scritto anche troppo come al solito. Continuate a leggere per scoprire la campagna “Pulita, Sicura, Vitale”, e mai come questa volta, se condividete… condividete sui social e tra i vostri contatti. Nella speranza che, com’è giusto e ovvio che sia, questi slogan e questi manifesti non rimagano parole vuote ma si traducano in un’efficace azione amministrativa: questo ai saronnesi lo dobbiamo. 🙂

PULITA, SICURA, VITALE: LA CITTA’ CHE VOGLIAMO

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Pensierino della sera. Come ho scritto nell’ultimo messaggio, leggevo oggi sulla Prealpina la notizia di questo bambino investito da un’auto nella centrale via Monti. Sempre secondo la Prealpina, il conducente, un ragazzo di Uboldo, andava entro i limiti. Il limite, in via Monti come in tutto il centro, è da qualche tempo di 30 km/h. Il bambino, sfuggito per un attimo al controllo della madre, se l’è cavata con qualche gibollo. La cosa, come ho scritto, mi ha fatto molto piacere, se non altro perché il piccolo alegalli, in seconda media, fu centrato sulle strisce pedonali davanti alla Pizzigoni (da un amico di famiglia, peraltro) e le conseguenze le potete leggere oggi in questo blog, oltre che vedere sulla mia testa zeppa di cicatrici. 🙂

Basterebbe questo – aver evitato conseguenze gravi in un incidente – fosse anche solo questo per i prossimi quattro anni a far dire, secondo il mio modesto parere, che l’attuale assetto dei limiti cittadini è tutto sommato una bella pensata: strade principali a 50, strade dei quartieri a 30. Così chi vuole solo attraversare Saronno fa il favore di passare da fuori le zone abitate, e chi vuole andare in centro per fare compere o quello che vuole magari trova pure meno traffico. E magari ci sono meno possibilità di ammazzare i bambini o chi per essi. Basterebbe questo, dicevo. Tuttavia, “intorno” al box che conteneva l’articolo in questione, c’era un altro articolo che riportava le dichiarazioni del consigliere Gilli riguardo alla validità legale dei 30 km/h in città, tratte dal suo blog. E allora mi sono chiesto: forse che al caro amico Gilli piacciano gli incidenti con morti e feriti? 🙂

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Carissimi followers (sempre più numerosi dopo l’articolo sul servizio delle Iene, hai visto la potenza della tivù? 🙂 ), in questo breve post inserisco la mappa dell’attuale situazione dei limiti di velocià a Saronno. La trovate qui sotto e potete scaricarla in formato pdf cliccando qui. Riassumendo, centro, zona piscina, Cassina Ferrara e zona via Volta a 30 km/h, il resto (comprese le principali strade di attraversamento) a 50 km/h. Sul sito del Comune trovate mappa e ordinanze.

In attesa che le opposizioni m’illuminino con un’idea di città alternativa a un pista di go-kart (con annessi parcheggi 🙂 ), vi segnalo che ieri in via  Monti un bambino è stato centrato da un’auto. Andava a 30 all’ora (l’auto, non il bambino 🙂 ) e non si è fatto nulla. Magari è anche per questo che oggi possiamo riderci su, e non accompagnare una bara bianca in chiesa o doverlo girare in stampelle per qualche mese, oppure peggio.

A presto

ag

Al di là della battuta, sulla vicenda dell’immigrato senegalese Talla Fall, sbarcata prepotentemente nella cronaca nazionale grazie al servizio andato in onda nella puntata de “Le Iene” di mercoledì 6 aprile, non c’è niente da ridere. Certo è che la polizia locale e, di riflesso, l’attuale amministrazione escono da questa vicenda con le ossa rotte, messe all’angolo da Luigi Pelazzo e sommerse di botte mediatiche in un impietoso faccia a faccia. A me ha fatto molto male vedere Saronno associata a due pestaggi nello stanzino delle scope, ma non è che la cosa mi abbia sorpreso. Mi ha sorpreso, invece, constatare che in molti si sono meravigliati nel sapere che le forze dell’ordine a volte usano le maniere forti, nelle caserme, negli uffici e per strada (tra i più noti, i casi Aldrovandi, Cucchi e Sandri). Mi conforta, però, sapere che siano in tanti a indignarsi, per questo motivo è un bene che di questa faccenda si parli. Ma prima di parlarne, credo sia il caso di dire tutte una serie di cose che le Iene non hanno voluto o potuto dire nel loro servizio. Leggi il seguito di questo post »

Eddai, è l’argomento del momento: i 30 km/h a Saronno, 24/7 su tutto il territorio, fino al 15 di marzo. Lo ha deciso, con una letale ordinanza, il sindaco Luciano Porro, ragion per cui nella città degli Amaretti, dall’inizio di febbraio, tutti ne parlano. E allora via con il walzer, soprattutto di proteste, sulle note del quale stanno allegramente ballando le opposizioni (che giustamente si oppongono 😀 ) sin dal primo giorno dell’ordinanza, cioè senza sapere se la cosa avrebbe funzionato o meno. Un’opposizione preventiva, come la guerra. 😀

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Ebbene sì, dopo ottocento mesi, finalmente, l’Amministrazione ce l’ha fatta e ha prodotto le commissioni consiliari. Ora, finalmente, noi politici avremo molte più occasioni per litigare e pigliarci a pesci in faccia, che durante il Consiglio Comunale mica c’è sempre tempo, occorre anche discutere di cose e ogni tanto votare. Dico “noi” politici anche se io nelle commissioni non ci sto, per cui non guardate me se c’è qualcosa da sapere. 🙂

Faccio invece tanti auguri alla mia mamma che sta nella commissione ospedale. Visti i meravigliosi risultati ottenuti tirandomi grande, non può che fare un ottimo lavoro. 🙂

Ecco i nomi (in grassetto quelli di Tu@Saronno) gentilmente forniti rapidissimamente dal nostro Massimiliano D’Urso:

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Al funerale di Paride Brunetti c’è meno gente di quella che m’aspetto. Poi ci penso, che è pomeriggio, e tanti sono al lavoro. Ma c’è tanta Saronno, di tutti i colori, di tutto lo scacchiere politico, e questo mi fa tanto piacere. Mi ricorda quella roba che Bruno diceva, sul fatto di essere uniti e non divisi. Be’, almeno stavolta ce l’ha fatta, anche se a caro prezzo. Poi ci sono i gonfaloni e i labari delle associazioni partigiane e lo stemma del Comune di Saronno, con due vigili in alta uniforme di picchetto. E tante persone del popolo, come me, che si ricordano di Bruno. La cerimonia è toccante, davvero. Non tanto per il ricordo del prete, che è poca roba, ma per le parole di Angelo, che sono intense e commosse, e per quelle del partigiano che ha parlato dopo di lui, che non ricordo chi fosse. Bruno, però, che vita la tua…

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Ciao a tutti.
Dopo le dichiarazioni di Angelo Proserpio sull’ex-seminario (le mie, ovviamente, non se l’è filate nessuno 🙂 ), la direttrice delle pagine locali della Prealpina, Rosi Brandi, ci ha scritto un pezzettino sopra. Potete leggerlo nel pdf che vi allego e fare le vostre considerazioni (Prealpina_17_nov). Io ho fatto le mie, cercando di spiegare – e sperando di esserci riuscito 🙂 – alla signora Brandi che il problema non è l’Università a Saronno e nemmeno tanto che ci stia quasi gratis, quanto che la struttura sia sottotutilizzata, a rischio degrado e che – soprattutto – è a oggi uno spazio sottratto ai saronnesi, che l’hanno pagato.

Di seguito, la mia risposta (vediamo se verrà pubblicata 🙂 ):

UNIVERSITÀ ED EX-SEMINARIO

Gentile signora Rosa Brandi,
sono Alessandro Galli, attivista di Tu@Saronno e autore di un articolo riguardo Università e seminario apparso sull’ultimo numero del nostro giornale, QuiSaronno, che potrà facilmente trovare online per approfondire, se vorrà, il nostro punto di vista sulla faccenda in questione. Ho letto il suo commento a quanto dichiarato dal nostro Angelo Proserpio, e mi permetto di segnalare che il problema sollevato da Tu@Saronno non riguarda unicamente la presenza dell’Università nella nostra città. Le pare che, con un assessore alla Cultura che di mestiere fa il docente universitario, la nostra lista possa essere pregiudizialmente contraria alla presenza di un ateneo? Ovviamente, no. La questione – importante – riguarda le condizioni che consentono all’Università dell’Insubria di essere presente in Saronno. E non sto parlando solo delle 1000 euro al mese corrisposte al Comune per l’affitto dei 2500 mq della struttura (contratto valido per 18 anni).

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